Anticorruzione, il governo riduce i poteri di Cantone sul controllo degli appalti

Anticorruzione, il governo riduce i poteri di Cantone sul controllo degli appalti

Il presidente dei democratici, Matteo Orfini, ha scritto su twitter che "depotenziare l'Anac è un errore che sicuramente governo e parlamento correggeranno subito".

Tolti poteri Anac, Esposito (Pd): reintegrare comma "Mi auguro sia un mero errore materiale da parte degli uffici di Palazzo Chigi".

È la norma fondamentale che consente a Cantone d'intervenire immediatamente senza attendere la magistratura, che per le indagini su eventuali irregolarità - casi di corruzione ma non solo - ha bisogno ovviamente di tempi più dilatati. Due giorni fa il Consiglio dei ministri ha aggiornato il Codice degli appalti riducendo i poteri in materia dell'Autorità nazionale anti-corruzione guidata da Raffaele Cantone. Per questo sul punto, assicurano le stesse fonti, "sarà posto rimedio già in sede di conversione del Dec e in maniera inequivocabile". "Si colpisce così un potere di verifica e controllo del Parlamento proprio su una legge così delicata e sui temi dell'anticorruzione, che a tutti sono molto a cuore in questa fase della nostra vita politica". Ecco, inizia da lì: da una semplice ed innocua frase come quella messa sopra tra virgolette" scrive la deputata su Fb che ricorda: "Un anno fa, dopo gli scandali di Expo e Mafia Capitale, veniva approvato il nuovo codice degli appalti, una legge delega che dava un importante ruolo all'Anac di Raffaele Cantone.

Ad annunciare la notizia è stata la deputata del Movimento 5 Stelle Roberta Lombardi, che sul suo profilo Facebook ha scritto: "Il comma 2 è abrogato". Siamo di fronte a una violazione del rapporto tra Parlamento e governo, con l'abrogazione di uno strumento innovativo, l'articolo 2 appunto, voluto dal Parlamento. Con un colpo di spugna l'Anac ha perso i suoi poteri.

"Ancora una volta, in spregio a trasparenza e correttezza, si è consumato l'ennesimo colpo di mano in Consiglio dei ministri sugli appalti". In sostanza, se Anac si accorge che sussistono pesanti inadempienze da parti de una stazione appaltante e casi conclamati di illegittimità, può imporre il ritiro in autotutela di un atto, pena la multa del dirigente che si rifiuti di eseguirlo. Ma, "un anno dopo la legge deve fare un tagliando, ovvero in gergo politico e tecnico, si vede cosa funziona e cosa no e si aggiustano le varie parti".