I funerali della ricerca Flash mob dei precari Cnr

I funerali della ricerca Flash mob dei precari Cnr

Gli effetti positivi del processo di stabilizzazione potrebbero dimostrarsi insufficienti o addirittura nulli poiché i vertici dell'Ente hanno dimostrato finora, e continuano a dimostrare, una scarsa sensibilità nei confronti del SUO precariato.

I ricercatori chiedono quindi che con l'attuazione del "decreto Madia" si miri alla stabilizzazione di tutti i lavoratori precari, subordinati e para-subordinati che, da almeno tre anni, abbiano un contratto col Cnr. Secondo quanto spiegato dagli organizzatori, Precari Uniti, "la riforma del pubblico impiego taglierebbe fuori dai percorsi di stabilizzazione la maggior parte dei circa 4.500 lavoratori precari del Cnr in Italia".

Gli obiettivi della protesta sono: affermare che "senza fondi la ricerca pubblica morirà", che i ricercatori sono "un investimento per il paese, non una spesa", e per dimostrare che i precari sono finalmente uniti, "senza distinzioni di colore inquadramento e profilo". In concreto i precari lamentano il fatto che il decreto Madia offre la possibilità di iniziare un percorso di stabilizzazione della pubblica amministrazione, ma "punti oscuri rendono impraticabile la sua reale applicazione e cassano definitivamente le speranze dei precari degli enti pubblici di ricerca se mantenuta nella sua forma attuale".

Ieri 16 maggio ci siamo riuniti nel piazzale dell'Area di Ricerca di Pisa per coinvolgere e sensibilizzare il personale e i visitatori attraverso un flashmob.

Si sono ritrovati in piazza con i cartelli listati a lutto e una croce sulla "ricerca pubblica italiana".

L'iniziativa verrà ripetuta oggi 17 maggio, dalle ore 14 alle ore 15 in tutte le aree della ricerca e presso gli istituti presenti sul territorio nazionale.