Il Jobs Act non funziona, crollano i contratti a tempo indeterminato

Il Jobs Act non funziona, crollano i contratti a tempo indeterminato

Il tasso di licenziamento, calcolato sull'occupazione a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti, è risultato per il primo trimestre 2017 pari a 1,4%, sostanzialmente in linea con quello degli anni precedenti, e cioè 1,3% nel 2016 e 1,4% nel 2015.

Le strutture territoriali della Slc Cgil sono a disposizione per informazioni ed assistenza nella compilazione della domanda, da inviare a Poste Italiane SpA, entro 6 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro.

I dati completi sono consultabili sulla home page del sito istituzionale dell'Inps (www.inps.it) nella sezione Dati e analisi/Osservatori Statistici, report dal titolo "Osservatorio sul precariato", dove ogni mese vengono pubblicati gli aggiornamenti tabellari dei nuovi rapporti di lavoro e delle retribuzioni medie.

Nei primi tre mesi del 2017, nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +322.000, superiore a quello del corrispondente periodo del 2016 (+266.000).

Inps: nei primi tre mesi licenziamenti in aumento del 2,9%. Del resto, anche nelle nuove assunzioni la crescita pià robusta è tra i contratti di apprendisti (+29,5%) e tra quelli a tempo determinato (+16,5%).

Considerando sia assunzioni che trasformazioni sono stati attivati quasi 400mila contratti a tempo indeterminato (398.866 per la precisione) con un calo del 7,4% sullo stesso periodo del 2016. I rapporti a tempo indeterminato, come differenza tra i nuovi e le cessazioni, ammontano cosi' a 17.537 contro i 41.731 del I trimestre 2016. E continuano ad aumentare i licenziamenti di lavoratori a tempo determinato: tra gennaio e marzo infatti ne sono stati licenziati 143 mila, in aumento del 2,9% rispetto al dato di gennaio-marzo 2016. Le nuove assunzioni a tempo indeterminato, escluse naturalmente le trasformazioni, sono state 310.004 (-7,6% sul 2016) mentre quelle a termine 981.996 (+16,5%).

Nel periodo preso in esame le assunzioni riferite ai soli datori di lavoro privati sono risultate 1.439.000: sono aumentate del 9,6% rispetto a gennaio-marzo 2016.

Sono i settori del commercio, del turismo e della ristorazione a trainare l'aumento delle assunzioni a termine che hanno registrato un +28,3%. Significativa la contrazione delle dimissioni: -3,5% rispetto a gennaio-marzo 2016. Negli stessi settori si osserva inoltre una crescita anche delle assunzioni in apprendistato (+ 35,8% nel commercio, turismo e ristorazione, + 22,1% nelle costruzioni). "Sulla distribuzione delle cause di cessazione tra licenziamenti e dimissioni, ha significativamente inciso l'obbligo della presentazione on line delle dimissioni, introdotto a marzo 2016", spiega l'Istituto. Significativa anche la crescita dei contratti di somministrazione (+14,4%).