Brasile: Temer, "non mi dimetterò"

Brasile: Temer,

Il Brasile è di nuovo nel caos politico. L'accusa per lui è di aver comprato il silenzio del suo vice nel Pmdb (il partito del presidente) e presidente della Camera, Eduardo Cunha, in carcere da ottobre 2016 con l'accusa di corruzione nell'ambito dell'inchieta Lava Jato ("autolavaggio" in italiano), che sinora ha portato in carcere dirigenti statali e delle principali multinazionali brasiliane del settore petrolifero, delle grandi opere e navale, ma anche esponenti politici di rilievo.

Il giudice Edson Fachin ha deciso di aprire l'indagine sulla base delle rivelazioni fatte da un imprenditore, pubblicate inizialmente da O Globo, che ha registrato il capo di stato mentre si accordava sul versamento di una tangente destinata a comprare il silenzio di Eduardo Cunha, testimone chiave nello scandalo Petrobras attualmente dietro le sbarre con una condanna a 15 anni.

I contratti sul benchmark brasiliano hanno perso il 10% nelle prime battute, la flessione giornaliera più pronunciata dalla crisi finanziaria del 2008. Temer ha immediatamente smentito la notizia. Entrambi, ricordano i media, hanno concordato con la procura un accordo, ancora non in vigore, per rivelare i tentativi di Temer di limitare le inchieste anti-corruzione.

I Batista hanno anche consegnato una seconda registrazione, effettuata durate una riunione nella quale il senatore Aecio Neves - leader del Partito social democratico (Psdb) ed ex candidato presidenziale - concordava il pagamento di una tangente di poco meno di 700'000 dollari (oltre 704'000 franchi) con la Jbs.

Il presidente ha ammesso l'incontro, ma ha negato con forza di avere mai avallato il pagamento di tangenti.

La richiesta di impeachment da parte delle opposizioni, Pt in testa, è già partita e nelle piazze delle grandi città brasiliane i manifestanti chiedono che l'uomo del golpe bianco contro Dilma Roussef si dimetta. I fratelli Batista hanno 'svelato' tutto alla magistratura in cambio di uno sconto di pena.