Lavoro, licenziamenti +2,9%. Crollo assunzioni tempo indeterminato

Lavoro, licenziamenti +2,9%. Crollo assunzioni tempo indeterminato

La percentuale è in ribasso del 7,6% anche se in generale i contratti sono aumentati del 9,6%: ma il maggior contributo a questo numero è dovuto solo agli apprendistati (+29,5%).

Nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +322.000, superiore a quello del corrispondente periodo del 2016 (+266.000). In particolare sono cresciute le assunzioni a tempo determinato nei comparti del commercio, turismo e ristorazione (+28,3%) e delle costruzioni (+19,7%). Nei medesimi settori, crescono le assunzioni in apprendistato (+35,8% nel commercio, turismo e ristorazione e +22,1% nelle costruzioni) e una significativa crescita dei contratti di somministrazione (+14,4%).

Riguardo invece alla trasformazione dei contratti di lavoro in essere, nel primo trimestre del 2017 ci sono stati 89 mila passaggi dal tempo determinato al tempo indeterminato includendo pure la prosecuzione con il tempo indeterminato da parte dei lavoratori con contratti di apprendistato. Tale risultato cumula la crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+22.000), dei contratti di apprendistato (+40.000) e, soprattutto, dei contratti a tempo determinato (+315.000, inclusi i contratti stagionali). Queste tendenze sono in linea con le dinamiche osservate nei mesi precedenti.

Continuano a salire le cessazioni dei rapporti di lavoro anche nei primi tre mesi del 2017.

Si terrà sabato 20 maggio 2017, alle ore 10, presso la Cgil di Bologna (3° piano, sala 1), via Marconi 67/2, l'assemblea regionale dei lavoratori e delle lavoratrici precari e con contratto a tempo determinato di Poste Italiane "Costruire insieme idee e proposte per un futuro meno precario". Nel complesso infatti i fine rapporto sono ammontati a 1.117.000, in aumento rispetto all'anno precedente del 6,6%.

L'osservatorio rileva anche che nei primi tre mesi dell'anno le aziende italiane hanno intimato 143.225 licenziamenti con un aumento del 2,8% sullo stesso periodo del 2016. Si registra un aumento delle cessazioni relative a rapporti a termine, +12,5%, mentre quelle di rapporti a tempo indeterminato sono in diminuzione del -2,1%. "Significativa" invece la contrazione delle dimissioni: -3,5% rispetto a gennaio-marzo 2016. Il saldo tra i nuovi posti a tempo indeterminato e le cessazioni di contratti stabili è pari a 17.537 nel primo trimestre dell'anno, contro il saldo di 41.731 posti stabili dello scorso anno.