Lavoro, sempre meno certezze. Calano i contratti stabili

I dati completi sono consultabili sulla home page del sito istituzionale dell'Inps (www.inps.it) nella sezione Dati e analisi/Osservatori Statistici, report dal titolo "Osservatorio sul precariato", dove ogni mese vengono pubblicati gli aggiornamenti tabellari dei nuovi rapporti di lavoro e delle retribuzioni medie. Solo per le assunzioni a tempo indeterminato, nei primi mesi del 2017, si registra una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1500euro. Ma le assunzioni stabili, quelle a tempo indeterminato, sono calate del 7,6%.

Nei primi tre mesi del 2017 in Italia, nel settore privato, il saldo tra le assunzioni e le cessazioni di lavoro è stato positivo per 322 mila unità, in crescita rispetto alle +266 mila unità rilevate nel periodo gennaio-marzo del 2016. Nei medesimi settori, crescono le assunzioni in apprendistato (+35,8% nel commercio, turismo e ristorazione e +22,1% nelle costruzioni) e una significativa crescita dei contratti di somministrazione (+14,4%).

Le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato (ivi incluse le prosecuzioni a tempo indeterminato degli apprendisti) sono risultate 89.000, con una riduzione rispetto allo stesso periodo del 2016 (-6,8%). Tale risultato cumula la crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+22mila), dei contratti di apprendistato (+40mila) e, soprattutto, dei contratti a tempo determinato (+315.000, inclusi i contratti stagionali). Giù anche le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine: -3,1%, così come il numero degli apprendisti trasformati a tempo indeterminato: in questo caso, il decremento è ancora più consistente (-17,3%).

Le cessazioni di contratto tra gennaio e marzo 2017 sono state 1,1 milioni, 381.329 delle quali da contratti a tempo indeterminato. Queste tendenze sono in linea con le dinamiche osservate nei mesi precedenti. Il saldo tra i nuovi posti a tempo indeterminato e le cessazioni di contratti stabili è pari a 17.537 nel primo trimestre dell'anno, contro il saldo di 41.731 posti stabili dello scorso anno. Si registra un aumento delle cessazioni relative a rapporti a termine, +12,5%, mentre quelle di rapporti a tempo indeterminato sono in diminuzione del -2,1%. Sulla distribuzione delle cause di cessazione tra licenziamenti e dimissioni, ha significativamente inciso l'obbligo della presentazione on line delle dimissioni, introdotto a marzo 2016.