Libia, liberato peschereccio di Mazara fermato in acque internazionali

Libia, liberato peschereccio di Mazara fermato in acque internazionali

"Si tratta di una modalità inusuale - commenta Tumbiolo - in quanto il peschereccio si trovava nelle acque internazionali antistanti il Protettorato di Tobruk le cui autorità, prontamente contattate, erano all'oscuro dell'episodio". Lo afferma Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu.

"Sentiamo il dovere di ringraziare - dicono Tumbiolo e gli armatori del motopesca - tutte le Autorità che con prontezza e professionalità hanno determinato il rilascio dei peschereccio: l'assessore regionale alla Pesca, Antonello Cracolici, il ministro Angelino Alfano, la filiera diplomatica italiana, l'ambasciatore d'Italia in Libia, Giuseppe Perrone, e i suoi collaboratori impegnati direttamente sul campo, il Comando generale delle Capitanerie di porto, in particolare il Comando di Mazara del Vallo, e le Autorità militari libiche che hanno compiuto un gesto di profonda amicizia e fratellanza nei confronti del popolo siciliano". "I paesi rivieraschi del Mediterraneo amano la Sicilia e non avevamo dubbi sul fatto che anche questa volta ci avrebbero dato una mano", ha aggiunto Crocetta.

"L'equipaggio, composto da quattro marittimi italiani e da tre marittimi tunisini, sta bene". Lo ha comunicato Domenico Asaro, uno degli armatori del motopesca "Ghibli Primo" sequestrato da miliziani libici che, prosegue Asaro, "dopo essere saliti a bordo e fatte recuperare le attrezzature che erano in mare ha indotto l'equipaggio a raggiungere il porto di Ras al Helal". E il capo della diplomazia italiana esulta: "Ancora un ottimo risultato".

Già qualche anno fa il peschereccio Ghibli Primo era stato oggetto di un altro sequestro. Poi ci sono i sequestri-lampo, subiti dal motopesca "Ghibli Primo" sempre in acque internazionali, ad opera dei miliziani egiziani. Cracolici ha anche allertato le autorità diplomatiche italiane mettendosi in contatto con il Sottosegretario agli Affari Esteri, Vincenzo Amendola. "Ci auguriamo - aggiunge - che intanto vengano assicurate le adeguate assistenze ai nostri marittimi e che possano rientrare subito dalle loro famiglie".