Operazione Mare Monstrum, coinvolti anche Simona Vicari e Marianna Caronia

Operazione Mare Monstrum, coinvolti anche Simona Vicari e Marianna Caronia

E' la bufera giudiziaria abbattutasi su Trapani, in piena campagna elettorale. Oltre alla sottosegretaria e senatrice di Alternativa Popolare Simona Vicari, indagata per corruzione in quanto, secondo l'accusa, avrebbe ricevuto un Rolex in regalo in cambio dell'approvazione di un emendamento per la riduzione dell'Iva sul trasporto marittimo voluto dall'armatore Ettore Morace, arrestato stamane, finisce nell'occhio del ciclone anche il governatore della Regione Sicilia Rosario Crocetta, indagato per concorso in corruzione.

Rolex, ancora lui: lo stesso che fece rotolare la testa dell'allora ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi. Indagata anche Salvatrice Severino, funzionaria del dipartimento Infrastrutture che si sarebbe spesa risolvere positivamente un contenzioso che Morace aveva con l'amministrazione regionale e lo avrebbe favorito nel predisporre il bando del 2014.

Tra gli arrestati c'è anche il deputato regionale Girolamo Fazio, ex esponente di Forza Italia, ora al Gruppo misto all'Ars, candidato a sindaco di Trapani alle prossime amministrative. Avrebbe ottenuto da Morace, tramite l'intercessione di Montalto, una liquidazione superiore a quello che le spettava dopo la fine del rapporto con "Siremar s.p.a.", società acquistata dall'armatore. Lo Voi ha parlato di "stabile asservimento a Morace da parte di Fazio che ha ottenuto in cambio assunzioni nelle imprese di Morace, l'uso permanente di una Mercedes, biglietti sulle varie tratte marittime". L'armatore e' entrato in contatto con un politico nazionale - ha confermato il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi - che sarebbe intervenuto con un intermediario in relazione proprio a questa operazione che ha creato - e' stato spiegato - un ammanco di 7 milioni alle casse dello Stato. "Sia il politico che il tramite hanno ricevuto in cambio due Rolex". Infine Morace avrebbe assunto la figlia di un sottufficiale dell'Arma in servizio a Perugia che raccoglieva informazioni in danno del suo ex concorrente storico, il messinese Franza. Il dossier doveva finire in Procura e poi essere inviato per competenza a Palermo così da indurre i pm ad aprire una inchiesta.