Per Draghi la crisi è passata

Per Draghi la crisi è passata

All'Università di Tel Aviv, in Israele, dove ha ricevuto un dottorato honoris causa, Draghi ha fatto il punto sull'economia, forte di una crescita doppia degli Usa nel primo trimestre dopo il sorpasso avvenuto nel 2016. La Repubblica evidenzia come Draghi, tradizionalmente restìo a fare commenti politici, si sia invece lanciato ieri in un'analisi delle ultime presidenziali francesi, indicando come la maggioranza silenziosa abbia "ritrovato la sua voce, il suo orgoglio e la fiducia in se stessa". Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi a Tel Aviv: "La ripresa dell'Eurozona è solida e sempre più ampia fra i Paesi e settori" economici. "L'outlook economico mondiale sta migliorando e i rischi di un peggioramento sono in calo". "E generalmente tutte quelle sfide che possono essere affrontate solo condividendo sovranità".

Draghi, invece, sembra quasi ringraziare la crisi che ha reso "chiara l'incompletezza di alcune parti dell'architettura istituzionale della Ue" e "ha portato a una sorta di distruzione creativa con la rivisitazione critica di paradigmi riconosciuti". "L'Unione europea e l'euro hanno sempre richiesto il sostegno della maggioranza dei cittadini europei, ma spesso a farsi sentire sono state solo le rumorose voci dell'opposizione". Mettere insieme sovranità su temi di comune interesse è diventata la nuova base della cooperazione tra le nazioni europee. "Quest'anno è il 60esimo anniversario del Trattato di Roma e il 25esimo anniversario del Trattato di Maastricht, che ha creato l'Unione monetaria". L'aggiustamento è iniziato con la creazione dell'unione bancaria. "La crisi ha messo in evidenza la debolezza strutturale della nostra costruzione e ci obbliga a muoverci". Ma il lavoro è lontano dall'essere esaurito e le sfide che dobbiamo affrontare vanno oltre l'Unione economica e monetaria.