Gabriel Garko, Virginia Raffaele da Donatella Versace gioca coi doppi sensi

Gabriel Garko, Virginia Raffaele da Donatella Versace gioca coi doppi sensi

"Se facciamo che io ero sarei Eros Ramazzotti", dice Francesco Gabbani e si lancia in un'imitazione del collega dietro le quinte del programma di Virginia Raffaele, da giovedì 18 maggio in onda su Rai2, il cui titolo si ispira al gioco: "Facciamo che io ero". C'è lo zampino della censura?

Dentro una scenografia sontuosa, Virginia Raffaele ha finalmente potuto dare vita al suo universo multiforme. E Virginia Raffaele assomiglia molto ad Alighiero Noschese (la maniacale identificazione con le sue maschere più famose, da Sabrina Ferilli a Donatella Versace), senza tuttavia rinunciare alla più moderna figura dell'entertainer, capace di ballare, cantare, far ridere. Forse troppa. Facciamo che io ero di Virginia Raffaele ricorda per molti versi l'impianto dei vecchi varietà: la spalla, gli ospiti famosi, il monologo, la folta galleria dei personaggi imitati, il non facile incastro tra i pezzi registrati (immaginando le molte ore di trucco e parrucco) e lo studio (Rai2, giovedì, ore 21.24).

Una comicità non fine a se stessa, a tratti molto amara e rassegnata, che ha avuto, quantomeno la pretesa, di affrontare tematiche d'attualità.

Un programma che ricordava, nello stile, lo show di Rai Uno Laura e Paola con Laura Pausini e Paola Cortellesi e la casa di Mika su Rai 2. "E sono felice che a rendere possibile tutto ciò sia una donna".

Dopo le dirompenti partecipazioni al Festival di Sanremo e dopo aver registrato sold out nei teatri di tutta Italia con il suo spettacolo, Virginia Raffaele torna in televisione da protagonista assoluta, in grado di ricoprire ruoli e volti diversi: performer, comica, attrice, caratterista, cantante, ballerina. Lo show comico ha ottenuto in prime time uno share medio di quasi il 15%. "Investire sul talento, dandogli lo spazio che merita, e rischiare proponendo format che evolvono nella direzione di un intrattenimento sempre più scritto, curato e distintivo rimangono le nostre missioni fondamentali".