Vaccini, Austria vs Gardaland: Lorenzin inciampa nella bufala

Vaccini, Austria vs Gardaland: Lorenzin inciampa nella bufala

"Non andate a Gardaland, c'è il pericolo morbillo". "Sono curiosa di leggere i motivi del ricorso, che per ora è solo annunciato, perché voglio capire quali siano i presupposti giuridici". Anche l'assessore alla Sanità della Regione Veneto, Luca Coletto, ha contestato le affermazioni rilasciate dal ministro Lorenzin. "Chiediamo quindi che ci venga data tale circolare; potrebbe invece trattarsi piuttosto - ha commentato - di una epidemia politica".

La giunta regionale del Veneto ha dato mandato all'Avvocatura di impugnare davanti alla Corte Costituzionale il decreto del Governo che introduce l'obbligo vaccinale prevedendo pesanti sanzioni per i trasgressori.

Come c'era da aspettarsi anche la reazione da parte dell'amministrazione di Gardaland non si è fatta attendere. A rispondere a questa "accusa" è stato infatti Aldo Maria Vigevani, Ceo del parco: "Gardaland tiene a chiarire che, all'interno del Parco, non c'è stato e non c'è alcun problema specifico legato alle vaccinazioni".

Scontro acceso, sì, tanto che il direttore della sanità veneta, Domenico Mantoan, rompe il silenzio e ribatte alle critiche di Walter Ricciardi, il presidente dell'Istituto superiore di sanità, puntualizzando tre aspetti; le modalità di sospensione dell'obbligo vaccinale decisa dal Veneto dieci anni fa: "È avvenuta nel rispetto della legge e di concerto con il ministero che ci ha sottoposto, unico caso in Italia, ad un monitoraggio semestrale della copertura raggiunta"; l'effettiva percentuale di sicurezza: "Il livello ottimale è al 95%, quello d'attenzione è pari o inferiore al 90%, l'allarme scatta al di sotto dell'85%". "Come abbiamo sempre detto", - aggiungono - riteniamo i vaccini fondamentali nella prevenzione delle malattie e il nostro obiettivo è garantire la massima copertura vaccinale nel Paese. La copertura vaccinale in Veneto, secondo Zaia, non è allarmante poiché pari al 92,6%, sebbene l'obbligatorietà sia venuta meno dal 2007. Le multe, per di più, sono sperequative, dicendo in pratica che chi ha 7500 euro da spendere può rifiutare il vaccino e chi non li ha no. La nostra preoccupazione è che l'effetto della coercizione crei un abbandono più che fisiologico della vaccinazione.