Facebook Hard Questions, Zuckerberg dichiara guerra al terrorismo

Facebook Hard Questions, Zuckerberg dichiara guerra al terrorismo

Il social spiega anche come sta usando l'Intelligenza artificiale a questo scopo. Chi decide cosa è controverso?

Una domanda difficile a cui trovare una risposta è come combattere efficacemente il terrorismo, proteggendo la privacy della gente allo stesso tempo.

Per quanto riguarda il terrorismo, la posizione di Facebook su questo argomento è abbastanza chiara: "non pensiamo che dovrebbe esistere un posto per il terrorismo su Facebook o altrove in Internet" spiega Zuckerberg.

"La societa' cresciuta sui social", cosi' si definisce, chiede aiuto agli utenti a migliorarsi e apre il blog 'Hard Questions' (domande difficili) in cui interroga se stessa e i due miliardi di persone che la usano. Come assicurare che i social media siano corretti nei confronti della democrazia? "Abbiamo dei team che valutano le informazioni riferite a post che sostengono il terrorismo: cerchiamo di rimuoverli il più velocemente possibile".

Un'altra fase della strategia messa in campo da Facebook per contrastare la propaganda terroristica è quella di intensificare la collaborazione nella condivisione delle informazioni e dei contenuti con gli altri giganti del web, come #Twitter o Youtube. Il team di sicurezza di Facebook ha poi scoperto che un bug aveva rivelato i profili Facebook dei moderatori all'interno dei registri delle attività dei Gruppi che stavano esaminando e chiudendo. Facebook utilizza l'intelligenza artificiale anche nelle immagini, in modo che quando qualcuno cerca di caricare una foto o un video legati al terrorismo va a cercare se l'immagine corrisponde ad una foto o un video di terrorismo gia' rimosso in precedenza. "Ma nel caso del terrorismo, penso che esista una forte possibilità che l'IA possa aiutare a mantenere la nostra comunità al sicuro e quindi abbiamo la responsabilità di perseguire questo". Come riferisce The Guardian, infatti, pare che un bug abbia esposto i profili di alcuni di questi "moderatori" che verificano i contenuti di matrice terroristica.

Facebook ha anche ricordato la partnership con il governo.