Tumori: scoperto un meccanismo biologico che ne arresta la crescita

Tumori: scoperto un meccanismo biologico che ne arresta la crescita

Pozzuoli (Napoli) - Un meccanismo biologico la cui inibizione porta al blocco della crescita delle cellule tumorali.

La ricerca sul cancro riguardante l'interruttore dei tumori, è stata finanziata sia dalla Fondazione Telethon, che dall'Associazione Italiana Ricerca sul Cancro. I ricercatori hanno scoperto che un meccanismo biologico legato a particolari organelli cellulari, i lisosomi, svolge un ruolo chiave nella crescita dei tumori.

Facendo alcuni test con diversi tipi di cellule tumorali, come quelle del pancreas, della pelle (in particolar modo del melanoma) e del rene, è emerso che esse si replicano in maniera indiscriminata proprio a causa dell'anomalia nel 'sistema di pulizie'. Perché allora non cercare di intervenire sull'interruttore del cancro, intercettando il processo che può riuscire ad interrompere tale crescita? Il lavoro dell'equipe del Tigem conferma che i lisosomi funzionano come veri e propri termovalorizzatori, ricavando energia da molecole che ormai non servono più. Questo meccanismo è molto importante quando il corpo, in assenza di cibo o in una situazione di esercizio fisico prolungato, ha bisogno di dar fondo alle riserve di energia interne. Al contrario, invece, in presenza di cibo questa via metabolica viene normalmente silenziata.

Il nuovo studio sulla crescita dei tumori prosegue quello del 2009, quando il direttore del Tigem e il suo team hanno descritto per la prima volta il gene TFEB che è in grado di regolare l'attività di molti altri geni coinvolti sia nella produzione sia nel funzionamento dei lisosomi. Dallo studio si evince quindi che quando questa funzione è compromessa, è in grado di promuovere la proliferazione del cancro. Al Tigem lavorano, sotto la guida di Andrea Ballabio, 16 gruppi di ricerca per un totale di 161 persone. "Una scoperta che merita la pubblicazione su Science e contribuisce a posizionare la ricerca italiana indipendente tra le eccellenze del panorama scientifico internazionale". Andrea Ballabio ci ha spiegato che i lisosomi "sono coinvolti in un ampio gruppo di malattie genetiche rare, quelle da accumulo lisosomiale". Un fiore all'occhiello non solo per la regione Campania, ma un modello da replicare anche nazionale.

Commentando i risultati dello studio Bortolato ha dichiarato: "La nostra ricerca, che è stata effettuata su modelli animali, ha dimostrato che lo stress acuto aumenta le manifestazioni simili ai tic tramite l'aumento di allopregnanolone".