Ius soli, caos in Senato: la ministra Fedeli finisce in infermeria

Ius soli, caos in Senato: la ministra Fedeli finisce in infermeria

Valeria Fedeli, ministro dell'Istruzione, ha commentato quanto accaduto ieri nel corso delle consultazioni al Senato per l'approvazione della legge sullo ius soli, definendolo una "brutta pagina". Mi auguro che il Parlamento lo faccia presto”. Ammesso che questo sia sufficiente a sbloccare l'impasse di una legge ferma in Senato dall'ottobre 2015. La riammissione si è resa necessaria causa rifiuto di Volpi ad abbandonare Palazzo Madama, rifiuto che avrebbe implicato a norma di regolamento la sospensione della seduta.

Tensione al sit-in di CasaPound nei pressi del Senato contro la legge sullo Ius Soli (ovvero l'acquisizione della cittadinanza per tutte le persone nate in un dato Paese) che arriva, giovedì 15 giugno, a Palazzo Madama. A Fedeli sarebbero stati messi alcuni cerotti e le sarebbero stati somministrati degli antidolorifici. "Comunque le manderò delle margherite".

"Sto bene - ha scritto poi la ministra su twitter - grazie a tutte e a tutti".

Lo ius sanguinis in vigore da oltre vent'anni - volgarmente, è italiano chiunque abbia almeno uno dei genitori di tale nazionalità - verrebbe sostituito con non uno, ma due criteri ribattezzati come noto, ius soli, da un lato, e ius culturae dall'altro.

Bagarre in Senato sullo Ius Soli. Ma il vero obiettivo del Carroccio è quello di far sospendere l'Aula.

Cosa sensata e ragionevole, soprattutto se pensiamo al fatto che, in Italia, abbiamo una legge (Legge di Mirko Tremaglia...) che riconosce il diritto di voto a figli di bisnonni italiani anche se mai vissuti in Italia che, a malapena, pronunciano parole italiane eppure hanno il diritto di decidere su materie pubbliche di chi vive e lavora in Italia. Tanto che dalla Commissione non sono riusciti a licenziare un testo per l'aula. Tra questi, anche Francesco Storace che ha annunciato proteste del Movimento Nazionale per la Sovranità a Roma. "Ma o fanno un maxiemendamento che poi per forza deve tornare alla Camera, o devono mettere quattro fiducie", gongola Roberto Calderoli, conoscitore astuto dei regolamenti parlamentari.