Londra, i morti salgono a 58

Londra, i morti salgono a 58

Alle 4.07 c'è stato l'ultimo drammatico contatto, nel quale Marco ci ha informati che il loro appartamento era invaso dal fumo e che la situazione diventava di emergenza.

Una torre che garantiva una vista mozzafiato, come aveva mostrato fiera lei su Instagram, con uno scatto in bianco e nero, ma che presto si sarebbe rivelata una trappola di fuoco.

Gloria si è laureata in Architettura il 18 ottobre dell'anno scorso con il massimo dei voti - 110 - e si è subito messa a cercare un impiego. I due ragazzi, entrambi architetti, si erano trasferiti a Londra da appena tre mesi per motivi di lavoro. Quando la Grenfell Tower si è trasformata nell'inferno, è cominciato l'incubo anche per le loro famiglie, di Camposampiero (Padova) e San Stino di Livenza (Venezia). L'uomo ha raccontato di come il figlio "cercava di minimizzare, penso facesse così per tranquillizzare Gloria e anche mia moglie".

La bambina, seppur scioccata, è sopravvissuta alla caduta da un'altezza di circa cinquanta metri mentre la mamma purtroppo è tra i dispersi e si teme possa essere una delle vittime della terribile tragedia. Poi il nulla. E l'angoscia: "Speriamo solo in un miracolo". Le ultime parole di Gloria Trevisan al telefono con la mamma sono quelle di un incubo.

"Vergognati, codarda!", le hanno urlato contro in serata quando si è decisa, dopo due giorni di nascondino, a presentarsi fra la gente del quartiere colpito, ai margini di North Kensington, nel centro d'aiuto improvvisato nella chiesa di St. Clements. "Grazie per quello che hai fatto per me". Poi, l'addio: "Sto per andare in cielo, vi aiuterò da lì" ha salutato gloria prima di scomparire. La notizia ufficiale è stata comunicata dall'avvocato della famiglia Trevisan, avvertito dalla Farnesina. Sul luogo del tragico rogo il sindaco di Londra Sadiq Khan ha dovuto affrontare una folla estremamente nervosa e ha chiesto risposte rapide dall'inchiesta pubblica che verrà aperta sulle cause che hanno provocato la strage. In ospedale ci sono ancora 24 persone, di cui 12 in condizioni molto critiche.