Vaccini: scoppia il caso Lorenzin e la (falsa) circolare di Gardaland

Vaccini: scoppia il caso Lorenzin e la (falsa) circolare di Gardaland

E non è facile, visto che i sospetti contro i vaccini sono diffusi soprattutto negli strati con una cultura medio alta.

Anzi, per la precisione i tormentoni saranno due: l'indovinello sulle date delle prossime elezioni e la bontà delle vaccinazioni.

Accanto a lei il M5S ha schierato Giulia Grillo, deputata della commissione bilancio e medico legale e la senatrice Elena Fattori, biologa che esordisce così: "Siamo per la massima copertura vaccinale, non mettiamo assolutamente in discussione i vaccini".

Sicché diversi pseudoscienziati, taumaturghi in pectore e politici dell'ultima ora hanno deciso che in fondo i vaccini non servono o sono addirittura troppo pericolosi. E va bene così. C'è stato un leggero miglioramento ma siamo sempre molto al di sotto dei dati che noi e che l'Oms riteniamo congrui. Abbiamo 10 postazioni che non si sono fermate un attimo, siamo già a circa 300 chiamate. All'inaugurazione del numero di pubblica utilità, nella sede del ministero della Salute, ha preso parte anche il ministro Beatrice Lorenzin. Nel Veneto, ha puntualizzato Coletto, "non c'è un'epidemia di morbillo ed i casi sono in diminuzione. Chiediamo che ci venga data tale circolare: potrebbe trattarsi invece di una epidemia politica".

Da Gardaland, come riporta Il Gazzettino, puntualmente smentiscono: "Gardaland tiene a chiarire che, all'interno del Parco, non c'è stato e non c'è alcun problema specifico legato alle vaccinazioni. Non ci risulta sia stata divulgata da alcun Paese estero una circolare che dissuada dalla visita a Gardaland". Il Veneto si è già caratterizzato, con il suo presidente e con molti suoi parlamentari, in una battaglia di retroguardia su Stamina, condotta durante tutto quel periodo, con emendamenti in Parlamento, dichiarazioni pubbliche in cui si sosteneva il metodo di Vannoni, anche per portarlo in Veneto, quando già era evidente che Vannoni era uno che faceva tutto fuorché una terapia. A Verona Zaia ha portato sostegno alla candidatura a sindaco di Federico Sboarina, del centrodestra, affermando tra l'altro che "non sarà un sindaco che cercherà la rissa con la Regione, neppure in campo sanitario".