Carrie Fisher: svelate le cause della morte

Carrie Fisher: svelate le cause della morte

A sei mesi dal decesso, il medico legale si esprime con un breve comunicato sulle cause ufficiali che hanno provocato la morte improvvisa dell´attrice americana.

La figlia Billie Lourd ha rilasciato un'intervista alla rivista "People" dove ha affermato: "Mia madre ha combattuto tutta la vita contro la tossicodipendenza, e le malattie mentali, e alla fine è morta per essa".

La famosa Principessa Leila di Star Wars è venuta a mancare per via di un'apnea notturna unitasi ad altri fattori imprecisati, tra cui l'aterosclerosi e l'uso di medicinali.

Sono stati resi noti in questi giorni i primi dettagli, quelli definitivi lunedì, relativi alla tragica morte dell'attrice Carrie Fisher avvenuta lo scorso 27 dicembre 2016 a bordo del volo Londra - Los Angeles.

Secondo quanto riportato dall'Associated Press, il rapporto dei medici californiani ha rivelato che l'attrice aveva assunto dei farmaci poco prima della sua morte.

L'utilizzo di medicinali e droghe può causare un peggioramento della sindroma da apnee notturna con risultati fatali.

Dal mio punto di vista posso dirvi che non era una novità che Carrie prendesse medicinali.

Che dire, una vita davvero al limite e spesso oltre, che ha portato Carrie Fisher ad una prematura scomparsa. In tutte le sue opere ha sempre parlato apertamente delle stigme sociali riguardo queste malattie. Parlava della vergogna che tormenta le persone e le loro famiglie quando devono affrontare queste malattie. So che mia mamma voleva che la sua morte incoraggiasse le persone ad aprirsi, a sfogarsi in merito alle proprie battaglie personali. I medici hanno fatto il miglior lavoro possibile per curare la malattia mentale. Cercare aiuto, lottare per i fondi governativi, per i programmi di aiuto, per le malattie mentali. La vergogna e lo stigma sociale sono nemici del progresso verso le soluzioni e la ricerca di una cura. Ad appena 24 anni le era stato diagnosticato il disturbo bipolare, trattato con una terapia a base di elettroshock e farmaci, a cui si è aggiunto l'uso di LSD fin dai 21 anni.