Domenica 18 giugno la processione del Corpus Domini

Domenica 18 giugno la processione del Corpus Domini

Gv 6,51-58 (Gesù disse alla folla): 51 Io sono il pane vivente, quello disceso dal cielo. 52 I giudei dunque litigavano gli uni con gli altri dicendo: "Come può costui darci da mangiare la sua carne?". Il martirio non è nulla a paragone: "esso è il sacrificio che l'uomo fa' a Dio della sua vita; la Messa invece è il sacrificio che Dio fa per l'uomo del Suo corpo e del Suo sangue".

Forse qualcuno dirà che sono manifestazioni esterne, che non sono necessarie, ma io dico: " quando viene un cantante in piazza o un ospite importante a Sorrento, si organizza, giustamente tutto con cura e nei minimi dettagli e allora perché non farlo per Colui che è più importante di tutti?"

"Chi mangia questo pane vivrà in eterno" (v. 58). In contemporanea ai vari riti della celebrazione presieduta da Papa Francesco a Roma si sono svolte ovunque processioni eucaristiche lungo le strade cittadine.

Gesù ce ne parla in termini di corpo e di cibo. I raggi luminosi significano che lo Spirito ci guida alla Verità tutta intera, le fiammelle di fuoco rimandano alla Pentecoste e ai sette doni dello Spirito Santo. Con il pane eucaristico, di cui la manna era prefigurazione, si entra invece nell'eternità, nella stessa vita di Dio, in piena comunione con lui.

Oggi è la giornata del Corpus Domini, che proclama la fede della Chiesa nella presenza reale di Gesù Cristo nel pane e nel vino consacrato. Egli è il Padre benedetto che dall'eternità ci ha pensato e amato.

In occasione della solennità del Corpus Domini, dopo la celebrazione della liturgia, si porta in processione, racchiusa in un ostensorio sottostante un baldacchino, un'ostia consacrata ed esposta alla pubblica adorazione. Al tempo stesso sono anche le vie storiche di Milano. No né una qualsiasi comunione come fra persone umane: è immensamente di più.

È solamente la croce a rendere la carne di questo Messia, del Figlio di Dio e Figlio dell'uomo, uguale a quella di milioni di condannati a morte.

Si ha, così, una vita esteriore frammentata. Unicamente, la vita. Fintantoché non si capirà questo, come pensare - e soprattutto cosa pensare - della vita eterna?