Terrorismo, arrestato a Crotone un richiedente silo iracheno

Terrorismo, arrestato a Crotone un richiedente silo iracheno

Secondo le indagini, il giovane avrebbe fatto propaganda per l'Isis istigando alcuni inquilini del centro Sprar di Crotone a entrare a far parte del sedicente Stato islamico e a compiere atti violenti.

L'uomo, in una conversazione intercettata con la sorella, dice che non c'è bisogno di andare in Iraq o in Siria per fare il jihad: si può anche rimanere in Italia, "per redimere gli infedeli", ai quali va "tagliata la gola". "L'attivita' di proselitismo -spiegano alla Polizia- veniva svolta fornendo notizie, chiarimenti e materiali sullo Stato islamico e le sue finalita'".

Il 29enne è considerato persona violenta e per lui l'accusa è associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione a delinquere. Nella telefona con la sorella, il presunto jihadista riferisce infatti che nonostante qualcuno gli avesse chiesto di tornare nel suo paese per prendere parte alla guerra santa del Daesh, proprio la condivisione dei principi della jihad lo avrebbero invece spinto a restare nel nostro Paese per "redimere gli infedeli". Sul telefono cellulare trovato addosso all'iracheno c'erano fotografie della questura di Crotone, del questore, Claudio Sanfilippo, e di diversi funzionari di polizia.

"È un'indagine importante e delicata, alla luce di quanto accade in Europa", ha detto il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri che insieme al procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri e il sostituto Paolo Petrolo ha emesso velocemente richiesta di custodia cautelare nei confronti del 29enne.