"Blue Whale", 20enne milanese indagata per istigazione al suicidio di 12enne

La procura di Milano ha iscritto il nome di una ragazza di venti anni nel registro degli indagati in uno dei tanti fascicoli aperti sul Blue Whale, il "gioco" - reso famoso dal servizio de Le Iene - che attraverso cinquanta "prove" dettate da un "curatore" può spingere al suicidio i più giovani. Nei prossimi giorni, invece, ci sarà un accertamento tecnico sui messaggi che sarebbero stati spediti alla dodicenne per indurla ad incidersi la pelle.

Denunce nelle quali madri e padri raccontano di episodi di piccoli tagli sulle braccia fino a casi di tentato suicidio e suicidio, che risalgono a mesi fa, chiedendo di riaprire le indagini, dopo che lo scorso maggio sui media si è iniziato a parlare della "balena blù". L'indagine è appena agli inizi e gli inquirenti - data anche la giovane età dei protagonisti - si muovono con i piedi di piombo: si tratta di capire se si tratti o meno di Balena blu - un fenomeno su cui gli stessi investigatori nutrono forti dubbi - oppure di semplice ma non meno grave emulazione sull'onda delle notizie sul tema. Procura e pm minorili hanno adottato un protocollo d'intesa: in particolare, i secondi in prima battuta dovranno sentire i genitori delle vittime per inquadrare il contesto in cui vivono, gli eventuali disagi e problemi.