Brexit, negoziati al via. Posizione di Londra confusa

Brexit, negoziati al via. Posizione di Londra confusa

Tra i giuristi non c'è unanimità di pensiero.

Milano, 19 giu. (AdnKronos) - L'avvio dei negoziati ufficiali sulla Brexit non si ripercuote, per ora, sulla sterlina, che oggi si rafforza contro le principali valute durante gli scambi.

La revoca della Brexit è stata ritenuta finora un problema puramente teorico. Londra arriva al tavolo negoziale debole come non mai, dopo la delusione elettorale della premier Theresa May e alle prese con l'incubo del terrorismo. Ma non è quello che volevamo.

I giuristi si sono perciò lanciati in speculazioni varie.

Lo stesso neo presidente francese Emmanuel Macron ha detto che se per caso Londra cambiasse idea, l'Europa ne sarebbe lieta.

Molto più problematica sarebbe una revoca unilaterale, in contrasto con il desiderio di tutti o di alcuni stati membri dell'Unione. Bere vino in Gran Bretagna non è mai stato così caro, per effetto dei tassi di cambio sfavorevoli ma anche per l'aumento della tassazione sugli alcolici.

Le opinioni in tal senso sono tutt'altro che concordi: chi si occupa di business e finanza vorrebbe dare priorità assoluta all'economia per preservare l'accesso del Regno Unito al mercato unico europeo.

L'unica certezza in tutta questa storia è che la deadline è fissata per il marzo 2019, a due anni esatti dall'attivazione da parte del Regno Unito del famoso articolo 50 del trattato dell'UE che prevede l'uscita di un membro. Solo una volta regolato tutto questo si potrà avviare la riorganizzazione delle relazioni bilaterali.

Dietro la cautela giuridica c'è una preoccupazione politica. Ci sono altre "questioni importanti", ha aggiunto, "che riguardano le Agenzie che dovranno lasciare il Regno Unito, compresa l'Agenzia del farmaco con Milano città candidata e la questione dell'Irlanda del Nord".

Dall'ottica della politica britannica, è possibile che l'affiliazione all'AEE diventi il punto di riferimento in grado di influenzare i negoziati per la Brexit dei prossimi mesi. Ma i nostri pensieri sono con le vittime e le famiglie dell'orribile attacco a Londra. Non solo perché non ci sono i presupposti, ma perché fino ad ora ci si sta facendo prendere troppo dalla fretta. In sostanza una linea dura, con una separazione senza concessioni.