Omicidio di Luca Varani, suicida in cella Marco Prato

Omicidio di Luca Varani, suicida in cella Marco Prato

Si è suicidato nella cella del carcere di Velletri (Roma), in cui era detenuto, Marco Prato, accusato dell'omicidio di Luca Varani, il ragazzo massacrato nella capitale il 4 marzo del 2016 durante un festino a base di sesso e droga. Sulle armi utilizzate per il sadico gioco divenuto poi omicidio, sono state ritrovate tracce biologiche sia di Foffo che di Prato.

Prato, che si è sempre dichiarato innocente, aveva scelto di farsi processare con il rito abbreviato. "Volevamo uccidere qualcuno, volevamo vedere l'effetto che fa'" dirà Foffo ai carabinieri. Una storia di ordinaria follia. Secondo quanto è emerso, alla vittima vennero inferti 100 tra martellate e coltellate, e fu sottoposto a torture e sevizie per due ore. Il giovane romano, un Pr piuttosto noto, aveva tentato di uccidersi dopo aver compiuto il delitto. Un racconto, quello di Prato, che ancora oggi desta orrore e sgomento:"Avevo contattato io Varani - ha raccontato al pm Francesco Scavo - perché con Manuel avevamo deciso di mettere in atto un gioco erotico e una violenza sessuale". Nella ricostruzione dei fatti è emerso che i due, dopo aver fatto entrambi ripetuto uso di sostanze alcoliche e stupefacenti, sarebbero usciti in auto la mattina del 4 marzo allo scopo di trovare "un qualsiasi soggetto da uccidere o comunque da aggredire solo al fine di provocargli sofferenze fisiche e ucciderlo". Tornano dunque ad accendersi i riflettori sull'omicidio di Luca Varani. Gli offrirono una bevanda con psicofarmaco tanto da stordirlo.