Omicidio Varani: Marco Prato morto suicida in cella

Omicidio Varani: Marco Prato morto suicida in cella

Secondo quanto si è appreso, Parto è andato in bagno nel cuore della notte, si è infilato un sacchetto di plastica in testa e ha respirato il gas contenuto nella bombola che è in dotazione ai detenuti. Il suo compagno di cella sembrerebbe non essersi accorto di nulla perché stava dormendo.

Marco Prato voleva uccidersi subito dopo il delitto di Luca Varani: nella stanza d'albergo in cui si era rifugiato subito dopo l'omicidio furono trovati dei biglietti indirizzati ai suoi genitori che fecero pensare il giovane avesse avuto intenzione di suicidarsi. Il pm di turno ha autorizzato la rimozione della salma su cui verrà comunque effettuata l'autopsia per accertare con precisione le cause della morte. In carcere Prato - che solo dietro alle sbarre aveva scoperto di essere sieropositivo - continuava a professarsi innocente dicendosi succube di Foffo. Foffo e Prato, i cui cognomi si sono trovati accoppiati migliaia di volte in centinaia di titoli, invece sono forse lo specchio rovesciato della normalità, non due mostri.

Rimarrà però deluso chi credeva che l'epilogo di questa storia sarebbe stato affidato alle autorità e ai processi. Per l'omicidio di Luca Varani è già stato condannato a 30 anni, in un processo con abbreviato, l'amico e complice Manuel Foffo che, con Prato, aveva seviziato e ucciso senza alcun motivo la vittima.

L'omicidio del 23enne Luca Varani è avvenuto nella notte tra venerdì 4 e sabato 5 marzo del 2016. E' stato Foffo a somministrare a Luca l'Alcover (uno psicofarmaco) in un cocktail.