Roma, allarme morbillo: bimba di 9 anni muore al Bambino Gesù

Roma, allarme morbillo: bimba di 9 anni muore al Bambino Gesù

La salute della bambina era molto delicata, per via di una malattia chiamata cromosomopatia, malattia genetica che porta scompensi nei numeri dei cromosomi e che può portare alla sindrome di Down oppure alla sindrome di Turner. La piccola, non vaccinata, soffriva di una cromosomopatia, grave malattia genetica, ma a portarla al decesso, come rivela il primario, sarebbero state proprio le conseguenze del morbillo che avrebbe provocato una "insufficienza multiorgano". Il recente aumento dei casi (triplicati ad inizio anno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso) è da attribuire all'alta contagiosità della malattia unita al calo della copertura vaccinale (scesa all'85% rispetto all'auspicato 95%).

Una bambina di 9 anni è morta il 28 aprile scorso all'Ospedale Bambino Gesù di Roma per complicazioni in seguito al morbillo. Il virus del morbillo, infatti, a causa della fragilità della piccola aveva gradualmente intaccato diverso organi come i polmoni e i reni.

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L'INFETTIVOLOGO - L'infettivologo Alberto Villani, intervistato dall'agenzia Agi, ha precisato di "non essere a conoscenza del modo in cui la piccola possa essere stata contagiata". "La piccola non era stata vaccinata per timore, quando invece, essendo un soggetto più fragile per via della patologia di cui era affetta, ne avrebbe avuta estrema necessita'", ha commentato Villani. Il 26 aprile la diagnosi è stata confermata, ma le complicanze erano già troppo gravi: la bimba si è spenta il 28 aprile in ospedale. "Per questa bambina - spiega Ricciardi - la vaccinazione era anzi molto più utile, e questo perchè i bambini a rischio per particolari patologia sono quelli per i quali la vaccinazione è maggiormente indicata". La malattia pregressa da cui era affetta (cromosopatia), rilevano fonti sanitarie, non era comunque incompatibile con la vaccinazione contro il morbillo. Il piccolo sarebbe caduto dalla bicicletta ed i sanitari, come da prassi, avevano raccomandato ai genitori la profilassi antitetanica, prontamente rifiutata. Ad allertare i medici sono stati alcuni sintomi, come la paralisi facciale, che non rispondevano alle terapie cortisoniche inizialmente proposte.