Banche Venete, via libera al salvataggio anche dall'Antitrust

Banche Venete, via libera al salvataggio anche dall'Antitrust

Il governo ha posto la questione di fiducia nell'Aula della Camera sul dl banche venete.

La maggioranza ha rinunciato ad apportare modifiche in Aula al testo del decreto che quindi sarà votato così come uscito dalla Commissione finanze la scorsa settimana.

Salta così l'intera proposta che era stata avanzata dal relatore, Giovanni Sanga (Pd), che prevedeva una stretta sulla responsabilità dei manager e un ampliamento della platea dei risparmiatori delle due venete che possono accedere al rimborso forfettario delle obbligazioni subordinate (foto Ansa). Infatti oggi subito dopo la richiesta di fiducia da parte del governo, il M5s ha intonato un coro di "Ladri, ladri". Come vi abbiamo spiegato nella nostra scheda, sul piatto vi sono subito 5,2 miliardi di euro (4,8 "per Intesa" e 400 milioni di "garanzie potenziali su futuri rischi") con ulteriori garanzie per altri 12 miliardi di euro; le risorse arrivano dall'aumento del debito pubblico stabilito da un decreto approvato poco prima di Natale, che autorizzava lo sforamento di ulteriori 20 miliardi di euro di debito pubblico per interventi urgenti nel sistema bancario italiano. Adesso, invece, questi partiti considerano il Parlamento soltanto uno zerbino del potere finanziario di cui loro stessi sono maggiordomi. "E ha lasciato a noi il resto". Lo affermano i deputati M5S in relazione alla protesta d'aula sul decreto 'banche venete'. Nella quale i ministri hanno, da un lato, plaudito al rispetto delle regole europee, dall'altro hanno però avviato una riflessione sugli aiuti di Stato, perché il regime attuale non diventi un incentivo che gli Stati possono dare ai privati per comprare le banche in dissesto ed aggirare le risoluzioni europee. Per questo l'Eurogruppo ha avviato una riflessione sulla possibilità di aggiornarle.