Istat, quasi 5 milioni di italiani in condizione di povertà assoluta

Istat, quasi 5 milioni di italiani in condizione di povertà assoluta

1 milione e 619mila le famiglie residenti nel 2016 in condizione di poverta' assoluta, nelle quali vivono 4 milioni e 742mila individui.

Sul rischio di trovarsi in povertà continuano ad incidere pesantemente età e posizione professionale. Il valore minimo (3,9%) si registra nei nuclei familiari dove la persona di riferimento ha più di 64 anni, mentre quello massimo (10,4%) lo si osserva dove la persona di riferimento ha meno di 35 anni. Nel 2016 l'incidenza della poverta' assoluta sale al 26,8% dal 18,3% del 2015 tra le famiglie con tre o piu' figli minori, coinvolgendo nell'ultimo anno 137mila 771 famiglie e 814mila 402 individui; aumenta anche fra i minori, da 10,9% a 12,5% (1 milione e 292mila nel 2016). L'incidenza di povertà relativa si mantiene elevata per gli operai e assimilati (18,7%) e per le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione (31,0%). Rispetto al 2015 si rileva una sostanziale stabilita' della poverta' assoluta in termini sia di famiglie sia di individui. Questa relazione inversa (registrata per la prima volta nel 2012) si rafforza nel 2016: si passa infatti dal 10,4% tra le famiglie con persona di riferimento di 18-34 anni al 3,9% tra quelle con persona di riferimento ultrasessantaquattrenne.

Dopo essere salita al 5,6% nel 2012, l'incidenza di povertà assoluta con riferimento alle famiglie è rimasta negli ultimi quattro anni sostanzialmente stabile al 6,0%. Pur confermandosi l'istruzione fattore in grado di contenere la condizione di povertà assoluta, l'incidenza tra le famiglie con persona di riferimento almeno diplomata è aumentata nel tempo: nel 2005 era un fenomeno solo marginale all'interno di questa tipologia di famiglie (0,9%), ma nel 2016 è divenuto più radicato e diffuso. Si tratta di un dato in accordo con la tendenza dei precedenti anni. Nello stesso periodo, l'incidenza della povertà assoluta tra le famiglie la cui persona di riferimento ha conseguito al massimo la licenza di scuola elementare è passata da 6,8% a 8,2%, registrando peraltro una diminuzione rispetto al massimo toccato nel 2013 (10,0%).

Nei confronti spazio-temporali è necessario tenere conto dell'errore campionario poiché limitate differenze tra i valori osservati nel campione possono non essere statisticamente significative in ragione di tale errore.