Aggressioni con l'acido, pena confermata: 23 anni a Boettcher anche in appello

Aggressioni con l'acido, pena confermata: 23 anni a Boettcher anche in appello

Ventitré anni. La Corte d'Appello di Milano ha confermato la condanna decisa in primo grado per Alexander Boettcher, il 32enne a processo per le aggressioni con l'acido allo studente Stefano Savi e per il tentato agguato al fotografo Giuliano Carparelli.

L'imputato era stato condannato a 23 anni in primo e il sostituto pg Maria Grazia Omboni come già detto, aveva chiesto la conferma della sentenza del Tribunale; Boettcher accusato di associazione a delinquere lesioni gravissime per una serie di aggressioni con l'acido, motivo per il quale è stato chiesto a suo carico un nuovo procedimento.

L'episodio della tentata evirazione nei confronti di Margarito, sempre del 2014, invece, era contestato all'interno dell'accusa di associazione a delinquere, ma la Corte con la trasmissione del verbale di Levato ha di fatto dato il via ad un'altra inchiesta a carico del broker per concorso nelle lesioni al giovane. Capelli lunghi, camicia azzurra e pantaloni sportivi, Alex, ha assistito impassibile alla lettura del verdetto.

Alexander Boettcher sperava in una "pena più bassa", ma sa bene che deve "espiare una pena" e ha dunque accettato la sentenza "con dignità". Rigettata anche la richiesta dei difensori del broker, Corrado Limentani e Ermanno Gorpia, di riaprire il processo sentendo una nuova testimone che potrebbe far luce proprio sul blitz contro Savi o di rinviare il processo a settembre, dopo la pronuncia della Cassazione sull'aggressione a Pietro Barbini, per un eventuale patteggiamento. "Di questo i giudici - hanno spiegato ancora i legali - dovevano tenere conto".