Faggete, Parco Nazionale d'Abruzzo

Faggete, Parco Nazionale d'Abruzzo

Sono state inserite adesso anche quelle di Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Italia, Romania, Slovenia e Spagna.

Le faggete vetuste del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise sono entrate nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Piante secolari che nel Belpaese compongono un unicum, lungo una superficie complessiva di oltre 2.000 ettari e dieci siti d'eccezione, di cui ben cinque tra il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, per una superficie complessiva di 937 ettari.

Ma'ay'ah ha dichiarato che il ministero del Turismo e dei Beni culturali chiederà l'aiuto dell'UNESCO per sviluppare progetti atti a preservare il patrimonio culturale di al-Khalil e riabilitare l'infrastruttura turistica, con lo scopo di promuovere il sito come patrimonio dell'umanità che vale la pena visitare. Oltre all'Italia fanno parte di questo riconoscimento altri sei paesi europei. Dal punto di vista scientifico il percorso è stato seguito dall'Università Della Tuscia con i Professori Gialuca Piovesan e Alfredo Di Filippo.

Il presidente del Veneto, Luca Zaia, evidenzia come "la forza, le gesta, la sapienza, la bellezza della Serenissima non hanno tempo: è una storia che non conosce la parola fine, il fascino di un'eredità incommensurabile i cui segni sono presenti entro e fuori i confini del Veneto, entro e fuori i confini dell'Italia". Tre anni fa, ho raccolto il testimone di un lavoro di studi e di relazioni con la determinazione di finalizzarlo. Si tratta del primo inserimento di un sito naturale italiano per il suo valore ecologico e per l'Abruzzo del primo sito inserito nella lista del Patrimonio Unesco.

"Per mantenere un tale privilegio occorreranno responsabilità, cure costanti e un'azione amministrativa adeguata (a cominciare dal rispetto delle prescrizioni date per i lavori di Villavallelonga: l'apposizione della sbarra sulla strada di accesso e il ripristino di quanto realizzato senza autorizzazioni) che sappiano difendere un patrimonio che da oggi non è più solo nostro: ora appartiene a tutta l'Umanità".

La candidatura era stata sostenuta con determinazione anche dalla Regione Abruzzo.

"Le foreste di faggio hanno una notevole importanza nel processo di conservazione della biodiversità, elemento qualificante e caratterizzante della nostra produzione casearia che ha nel Pecorino DOP di Picinisco il suo prodotto di eccellenza e di punta del mercato gastronomico locale".