Pensioni: non far scattare l'aumento dell'età a 67 anni costerebbe 1,2 miliardi

Pensioni: non far scattare l'aumento dell'età a 67 anni costerebbe 1,2 miliardi

Evitare di far salire l'età pensionabile di pari passo con l'aspettativa di vita costerebbe circa 1,2 miliardi di euro.

Le scelte finali avverranno in autunno, quando si dovrà mettere mano alla manovra per il prossimo anno e quando, in assenza di interventi, i direttori generali del Lavoro e dell'Economia dovranno firmare il provvedimento sull'innalzamento di 5 mesi, dal 2019, dei requisiti: da 66 anni e 7 mesi a 67 per la pensione di vecchiaia e da 42-41 anni e dieci mesi a 43-42 anni e tre mesi rispettivamente per uomini e donne, per la pensione anticipata. Il costo è alto, 1,2 miliardi, e peserebbe sui conti nel 2019. Più si vive, più in là ci si ritira dal lavoro. A farsi portavoce della proposta sono stati i due presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, che hanno chiesto al Governo di rivedere il meccanismo per evitare nel 2019 l'aumento dell'età pensionabile a 67 anni.

Ma che cosa dice il futuro del nostro modo di invecchiare?

Dello stesso avviso sono anche i sindacati che l'altro giorno hanno incontrato il Governo portando sul tavolo del confronto diversi temi ritenuti prioritari: tra questi c'è anche lo stop all'aumento dell'età pensionabile. Nei prossimi due anni si attesterà attorno al 15,4%-15,5% del pil grazie alla ripresa, per poi salire fino al 16,3% nel 2044.