Bosetti ai giudici: "Yara poteva essere mia figlia"

Bosetti ai giudici:

Oggi arriverà la sentenza d'appello del processo che ha visto come imputato Massimo Bossetti, il carpentiere di 46 anni che ha già ricevuto una condanna all'ergastolo in primo grado nel luglio dello scorso anno per l'omicidio di Yara Gambirasio. Di diverso avviso la difesa che sostiene che la 13enne è stata portata lì solo successivamente, come dimostrerebbe una foto satellitare del 24 gennaio 2011, poco più di un mese prima del suo ritrovamento. Il presidente, Enrico Fischetti, non ha dato tempi per la decisione: "Non abbiamo limiti". Ad ascoltarlo, in un'aula gremita di giornalisti e curiosi, ci saranno anche la moglie, Marita Comi, la madre Ester Arzuffi, e la gemella Laura. "Sono innocente, credetemi per favore", aggiunge.

Durante la nuova udienza, prima che i giudici si ritirino in camera di consiglio, Bossetti cercherà di spiegare la sua versione su quanto accaduto quella notte di quasi 7 anni fa e per quale ragione lui non vi sia coinvolto. Al centro degli scontri, in particolare, la prova del materiale genetico che ha portato in carcere Bossetti il 16 giugno 2014.

"Voglio che i miei figli pensino: il papà è una persona onesta e merita la nostra stima". I legali di Bossetti sono ovviamente convinti della sua innocenza, e chiedono altre prove. Il muratore si è difeso con le unghie e con i denti e si è detto certo che uscirà dal carcere "a testa alta". "Non ho ucciso Yara, non l'ho mai vista - ha poi ribadito -. Vi supplico e vi imploro di fare questa perizia", ha chiosato Bossetti. Rivolgendosi alla Corte, ha detto che "l'arresto è stato eseguito con modalità scandalose". C'era davvero bisogno di farmi inginocchiare? "Mi hanno fatto sembrare un mostro". "E il mio povero papà dovermi vedere inginocchiato il giorno in cui gli hanno diagnosticato un tumore (è poi morto il giorno di Natale del 2015, ndr)". Il sostituto pg, Marco Martani, ha invece chiesto per Bossetti la conferma all'ergastolo e la condanna a sei mesi di reclusione con isolamento diurno per il reato di calunnia nei confronti dell'ex collega di lavoro Massimo Maggioni, accusa dalla quale in primo grado Bossetti è stato assolto. "La mia era una semplice esternazione, non era un'accusa".