Lavoro, Commissione europea: "In Italia recordo di Neet"

Lavoro, Commissione europea:

Il report evidenzia non solo le difficoltà che i giovani incontrano nell'affacciarsi al mondo del lavoro, ma anche tutte le conseguenze che questo comporta.

In Grecia la quota era al 15,8%, in Romania al 17,4%, in Spagna al 14,6%, in Bulgaria al 18,2%, in Spagna al 14,6%, in Croazia al 16,9% e in Portogallo al 10,6%. Lo afferma il rapporto 2017 su Occupazione e Sviluppi sociali in Europa (Esde) pubblicata dalla Commissione Ue.

Dal picco della crisi nel 2013 il numero dei giovani disoccupati è diminuito di 1,8 milioni di unità e quello dei giovani che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano sono calati di un milione di unità. L'Italia è il Paese Ue con il maggior numero dei cosiddetti Neet: sono il 19,9% nel 2016, livello nettamente superiore alla media europea che si attesta all'11,5%.

Un fenomeno che ha pesanti conseguenze sul fronte della progettualità di vita e familiare, dato che i giovani italiani tendono sempre di più a procrastinare l'uscita da casa dei genitori e fanno figli fra i 31 e i 32 anni, più tardi rispetto a una decina di anni fa e molto dopo la media Ue, che si arresta intorno ai 26 anni.