Matteo Salvini: "Ammiro Silvio Berlusconi ma con me tratta da pari a"

Matteo Salvini:

"Non mi sento secondo a nessuno". In un'internista al Mattino, quotidiano di Napoli, la città della Pascale, che il 15 luglio ha festeggiato il suo compleanno, Berlusconi giura, "Mai con Renzi e mai con il Pd, Vogliamo vincere e governare con il centrodestra". "Non ritengo possibile e neppure desiderabile una collaborazione con lui e con il Pd, né ora né tantomeno dopo le elezioni". Poi la rottura, e le possibili voci di riapertura, considerata al momento fantapolitica dai due leader. Questo è quanto espresso al momento dai sondaggi e da una situazione politica da 'lavori in corso'. Non sulla leadership ma sulla soluzione dei problemi: "l'argine al M5S non è più il centrosinistra, che è a pezzi, ma un centrodestra di governo e di qualità". Qui si apre il concetto e l'importanza della parola 'unità', tanto auspicata dallo stesso Berlusconi in questa intervista. "Dobbiamo proporre - ha concluso Berlusconi - progetti concreti e verificabili, che devono camminare sulle gambe di persone serie, oneste, capaci, di conclamata efficienza, persone che hanno saputo dimostrare nella loro vita di lavoro quello che sanno fare". Del resto, chiosa: "L'alleanza con la Lega non è mai venuta meno. Il centrodestra dà spazio alle ragioni della Lega dal 1994".

Attraverso i soliti canali riservati, Renzi si è visto recapitare l' ultima profferta berlusconiana: una legge elettorale di tipo proporzionale, alla tedesca, ma con un premio di maggioranza per la coalizione che supera una certa soglia, tra il 35 e il 40 per cento. "Naturalmente nei porti del mezzogiorno che sono nel cuore del Mediterraneo".

Ma al di là del contenzioso sulla guida della coalizione, il vero scoglio da superare, per l'ex-Cavaliere, sarà far digerire a Salvini il ritorno a pieno titolo nel centrodestra (auspicato nell'intervista) dei centristi di Ap, nel cui campo è stato l'ormai attivissimo ministro degli Affari Regionali Enrico Costa a distinguersi, accogliendo l'intervista di Berlusconi con toni quasi entusiastici, parlando di "ottima notizia".

Berlusconi sottolinea come con la Lega venga condiviso "lo stesso progetto e lo stesso programma", mentre Renzi "ha sostituito una tradizione ideologica negativa (quella del Novecento sconfitta dalla storia) con una gestione personale del potere fine a se stessa". "Tornera' a vincere proprio cambiando questo modo di intendere la politica, rivolgendosi ai tanti italiani che oggi ne sono lontani, delusi, disgustati, rassegnati". Parole positive invece per Minniti e Gentiloni, nonostante "questo governo abbia fatto poco e ottenuto pochi risultati".