Mika a Giffoni: "Il Festival mi ricarica!"

Mika a Giffoni:

Nei giorni scorsi infatti il cantante libanese, in un'indiscrezione di Davide Maggio, era stato dato come possibile conduttore del prossimo Festival di Sanremo 2018 insieme a Pippo Baudo e Virginia Raffaele.

La presentazione dei prossimi Palinsesti Rai si è svolta alcune settimane fa e in molti sono rimasti sorpresi dall'assenza totale di informazioni sul cast della prossima edizione del Festival di Sanremo: uno degli evento da sempre fra i più attesi dell'anno.

A chi gli ha chiesto come si fa a restare se stessi in un mondo che richiede omologazione e conformismo ha detto: "Se qualcuno mi dice che sono strano lo prendo come un complimento, è essenziale e importante esserlo perché l'individualità è il coraggio di trovare la propria strada attraverso l'amore e se non trovi da una parte allora cercalo altrove e vai avanti". Quest'anno ci sarà anche una minifiction, scritta da Ivan Cotroneo, che influenzerà quello che succede nello show e viceversa. "Se la minifiction funzionasse, l'idea è di continuarla come progetto a se".

Per lui Stasera a casa Mika "è come un musical in quattro puntate, con una narrazione dall'inizio alla fine".

Di fronte alla curiosità su chi potrebbe, a suo parere, condurre uno show come Stasera Casa Mika, il cantante non ha avuto dubbi: "Gabbani, che mi è molto piaciuto a Sanremo e agli Mtv Awards, o Fedez, che farebbe qualcosa di molto differente da me, ma sarebbe adatto perché ha un'attenzione maniacale ai dettagli". "Ho gia' fatto il migliore in Italia, X factor su Sky". A Giffoni parla della seconda edizione del programma Casa Mika, del disco che sta scrivendo con "un'altra persona, tutto al piano" ma quando il discorso cade sugli "altri progetti" timidamente chiede: "quelli di febbraio?". In questo momento è al lavoro su un nuovo album, "sto dividendo il mio tempo fra la musica e gli altri progetti". A Giffoni c'è spazio anche per una domanda sui talent show: "Ne rifaresti un altro come giudice?". "Come all'estero di Beirut molti hanno ancora solo l'immagine degli Hezbollah così è più facile vendere la versione Gomorra di Napoli, che comunque è una serie fatta benissimo, non ne ho persa una puntata". Tra i suoi sogni nel cassetto c'è anche quello di raccontare le storie di chi ha vissuto la lunga guerra del Libano, che ha coinvolto più generazioni.