Morfina a neonato, arrestata un'infermiera a Verona

Morfina a neonato, arrestata un'infermiera a Verona

La polizia di Verona ha messo le manette ai polsi di un'infermiera per somministrato della morfina ad un neonato, causandogli una overdose. La dose di morfina è stata sufficiente per provocare un'overdose nel neonato e un grave arresto respiratorio.

Choc a Verona. Neonato ucciso da un'infermiera.

Dopo gli esami che sono stati effettuati sul bambino è stata confermata la presenza di oppioidi nel sangue del neonato. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip Livia Magri su richiesta del pm Elvira Vitulli. Il piccolo, nato prematuro, si trovava nel reparto di terapia intensiva neonatale dell'Ospedale di Borgo Roma, ma stava bene e il giorno successivo doveva tornare a casa. Da qui la decisione dell'infermiera, che ha causato al bambino ripetute crisi respiratorie tali da trasferirlo in una stanza di cura intensiva per praticargli manovre di rianimazione. A quel punto, l'infermiera 43enne aveva ordinato a un collega di somministrare al piccolo un farmaco antagonista della morfina, indicandone precisamente anche il dosaggio. La donna, sposata e con figli, nei mesi scorsi era stata trasferita in attesa delle indagini.

E prima della crisi sempre l'infermiera aveva tenuto in braccio il piccolo definendolo davanti alle colleghe un "neonato rognoso". Questa assunzione, che è avvenuta senza alcun tipo di prescrizione medica e in assenza di necessità terapeutiche, non può essere ridotta ad un semplice errore in quanto la morfina di regola ai neonati viene somministrata per via endovenosa e non per via orale o nasale.