Vivendi-Telecom, verso istruttoria Chigi su applicazione golden power

Vivendi-Telecom, verso istruttoria Chigi su applicazione golden power

Ma difficilmente, si fa notare, al gruppo guidato da Arnaud de Puyfontaine potrebbe essere applicato il golden power: il coordinamento da parte di Vivendi infatti non modifica gli assetti di controllo, né Tim ha messo in atto interventi su asset strategici (ad esempio la rete), deciso operazioni straordinarie (come la fusione con Vivendi) o creato gravi pregiudizi per la sicurezza nazionale. "Ed è proprio su questo aspetto che è intervenuto il ministro Calenda sollecitando una istruttoria da parte del gruppo di coordinamento all'interno della Presidenza del Consiglio per valutare la sussistenza di obblighi di notifica e, più in generale, l'applicazione del decreto-legge" sul golden power in relazione a quanto comunicato da Tim venerdì scorso. In particolare si tratta di valutare se le novità annunciate il 28 luglio da Tim rientrano o meno nel campo di applicazione del decreto del 2012 che attribuisce al governo poteri speciali a tutela dei settori strategici (difesa, sicurezza, trasporti, energia e tlc). Il ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, ha annunciato di voler essere intransigente nell'uso del golden power e se necessario di rafforzare le regole.

Calenda riferisce dell'esercizio della golden power durante l'informativa su Fincantieri-Stx, ma il ministro tiene a precisare che le due partite non hanno "nulla a che fare" l'una con l'altra e quindi non si tratterebbe di una ritorsione. "Facciamo quello che il governo deve fare - ha spiegato Calenda - applichiamo regole che esistono".

Nessuna ritorsione, insomma, ma solo un atto dovuto. Il responsabile dello Sviluppo a sua volta ha riepilogato le tappe della vicenda Fincantieri, ribadendo che a suo parere "esistono tutte le condizioni per trovare un accordo con Stx e andare avanti nel progetto di partecipazione tra Fincantieri e Naval group".

Calenda ha anche allontanato l'ipotesi di ritorsioni contro la Francia: "Difendere gli interessi italiani significa difendere i numeri, non è questione di sovranità ma di competitività, alle imprese straniere che vengono ad investire in Italia non chiediamo il passaporto ma il piano industriale". La scelta di approvare questa mossa arriva contestualmente alla decisione dei francesi di nazionalizzare i cantieri St che ha bloccato l'acquisizione da parte di Fincantieri.