Giovane madre muore dopo intervento di riduzione allo stomaco: 'Ora la verità'

Giovane madre muore dopo intervento di riduzione allo stomaco: 'Ora la verità'

Il marito, rimasto solo con la neonata, ha pubblicato un post straziante su Facebook: "Non sono riuscito a fare niente ma ti amo tanto". La ventitreenne [VIDEO] è deceduta per arresto cardiaco ed ora il giovane marito e i familiari vogliono comprendere cosa sia accaduto durante l'ultima fatale operazione. "Le hanno detto che era obesa e così si è sottoposta all'intervento" che è avvenuto al Policlinico San Pietro, a Ponte San Pietro. Così ha deciso di sottoporsi ad un intervento di riduzione dello stomaco alla clinica di Ponte San Pietro, a Bergamo. Ufficialmente il referto medico parla di "arresto cardiaco" in sala operatoria.

La ragazza aveva scelto il Policlinico di Bergamo per sottoporsi ad un intervento che l'avrebbe aiutata a perdere peso, dato che negli ultimi mesi dopo la gravidanza aveva preso sempre più chili. Proprio ieri sono stati celebrati i funerali di Erika, a cui hanno partecipato tantissime persone.

Erika, giovane mamma di San Carlo Canavese, in provincia di Torino, voleva perdere i chili di troppo e si era affidata allo staff di chirurghi di una clinica nel Bergamasco.

Ora gli amici e la famiglia hanno lanciato un appello per far luce su quella vicenda contattando anche le altre donne che sono state ricoverate nella clinica nello stesso periodo di Erika.

Dopo il decesso alla clinica sono arrivati i carabinieri della procura bergamasca e la famiglia ha nominato un medico di parte per assistere all'autopsia. Il cuore di Erika, durante l'operazione, ha smesso di battere. "Tutto sembrava essere andato per il meglio - prosegue -". I parenti di Erika non ci stanno: hanno presentato un esposto ai giudici di Bergamo, che hanno già disposto indagini in merito. Perché? E' questa la domanda che si stanno ponendo i familiari e gli amici della Colombatto. Invece inizia un calvario per Erika.Che deve subire quattro operazioni con la comparsa di una fistola prima, l'inserimento di un tutore poi e un continuo deperimento fisico. Adesso, quello che resta della giovane Erika è un profilo Facebook, uno strumento per chiedere giustizia ed evitare episodi analoghi. La struttura ha chiesto un riscontro diagnostico per approfondire le cause del decesso.