Scuola, diploma in 4 anni. Al via la sperimentazione

Scuola, diploma in 4 anni. Al via la sperimentazione

Una possibilità riservata, per il momento, a un massimo di 2.500 studenti distribuiti in 100 classi.

A partire dall'anno scolastico 2018/2019, nel sistema scolastico italiano verranno introdotti i cosiddetti "licei brevi" della durata di soli quattro anni, uno in meno rispetto ai canonici cinque attualmente previsti dall'ordinamento. L'anticipazione del quotidiano la Repubblica, consente di analizzare un futuro decisamente importante per i neo diplomati: il nuovo corso di studi quadriennale dovrà garantire - attraverso la flessibilità didattica e organizzativa - l'insegnamento di tutte le discipline previste dall'indirizzo di riferimento in modo da assicurare ai ragazzi il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento e delle competenze previste per il quinto anno di corso, ma entro quattro anni. L'avviso sarà pubblicato a fine mese sul sito del Miur e le scuole potranno fare richiesta dall'1 al 30 settembre. Solo una classe per istituto potrà partecipare, per un totale di cento classi.

Le scuole al momento della presentazione del proprio progetto, dovranno anche indicare i criteri di ammissione al percorso breve se le domande degli studenti dovessero superare il numero limite di alunni per classe, che è fissato in 25. Sarà costituita una commissione tecnica apposita che valuterà le domande pervenute.

Nei "licei brevi", inoltre, sarà previsto l'insegnamento obbligatorio di almeno una disciplina non linguistica con metodologia Clil - interamente in lingua straniera - a partire dal terzo anno e la valorizzazione delle attività laboratoriali, oltre che l'utilizzo di tecnologie didattiche innovative. Il Ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli ha firmato il decreto con cui autorizza l'attivazione di ulteriori 100 sperimentazioni del percorso superiore quadriennale, licei e istituti tecnici, statali o paritarie.

Un Comitato scientifico nazionale dovrà valutare, nel corso dei quattro anni, l'andamento nazionale del Piano di innovazione e redigerà una relazione per il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione.

Al termine della sperimentazione ci sarà una valutazione affidata a un comitato scientifico regionale che relazionerà a quello nazionale con esperti nominati dal Miur. Il Comitato sarà nominato dalla Ministra dell'Istruzione e dovrà individuare le misure di accompagnamento e formazione a sostegno delle scuole coinvolte nella sperimentazione.