Al ristorante in "bermuda", cacciato il sindaco di Viareggio

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E a farne le spese, incredibile a dirsi, è proprio il sindaco della città versiliese, Giorgio Del Ghingaro. Dopo essere entrato, in occasione di un incontro informale, in un ristorante di Viareggio in compagnia di amici e alla presenza di diversi conoscenti, è stato invitato ad abbandonare il locale a causa del suo abbigliamento ritenuto non appropriato. Indossava cioè dei pantaloni corti. "Ho avuto la brutta sensazione di aver subito una piccola violenza", commenta inoltre Del Ghingaro.

Del Ghingaro racconta di aver concordato una cena con una coppia di amici e di aver fissato "in un ristorante dove vado ogni tanto e, visto che non è una cena istituzionale ma tra veri amici, mi sento libero di vestirmi casual". "Arriviamo, ci fanno sedere a un tavolo sulla terrazza sul mare, chiacchieriamo con altre persone che conosco ad un tavolo vicino, ci raccontiamo la giornata, rilassati e contenti di rivederci", si legge nel post.

Il sindaco aggiunge: "Non sapevo che esistessero regole così ferree d'agosto in un locale sul porto, ma giustamente l'ignoranza non è ammessa e non posso che prendere atto che in quel posto ci si deve andare con i pantaloni lunghi, anche se continuo a chiedermi come una persona può saperlo se nessuno glielo dice o lo scrive all'ingresso". Prende tempo, ma dopo pochi minuti ritorna e mi chiede gentilmente di uscire, perchè le regole di quel locale sono quelle anche se non conosciute nè illustrate all'ingresso, si scusa ma non puó fare diversamente. La maggior parte dei messaggi arrivati al primo cittadino sono di piena solidarietà, anche se qualcuno ha polemizzato per una sua precedente ordinanza che impone multe a chi gira in costume da bagno per le strade del centro cittadino. Alla fine, comunque, la cena coi suoi amici il sindaco l'ha fatta, naturalmente in un altro locale senza censure sui vestiti. Giuro che la prossima volta (non certamente lì, garantisco) m'informerò prima d'entrare.