Minniti su agguato Foggia: risposta durissima, è questione nazionale

Minniti su agguato Foggia: risposta durissima, è questione nazionale

Sono le parole del ministro dell'Interno Marco Minniti al termine del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica a Foggia, convocato dopo la stage di mercoledì a San Marco in Lamis in cui è stato ucciso un boss mafioso con altre tre persone. È una questione che riguarda il Paese il contrasto a crimine in questa provincia per i cittadini e i turisti. "Abbiamo di fronte un'organizzazione criminale che ha le caratteristiche della mafia - ha continuato - possiede una struttura chiusa tenuta insieme da principi di omertà".

Nell'immediato si punta sul controllo del territorio.

"Se c'è qualcosa che non può che essere riconosciuta a tutte le latitudini, indipendentemente dal colore dell'appartenenza politica, e per il bene della collettività in nome della quale si amministra, quel qualcosa sono competenza ed equilibrio". Poi ha aggiunto: "Il punto è dimostrare che governiamo i flussi illegali". "Il Codice crea un rapporto di fiducia tra le Ong e la democrazia italiana - ha detto ieri in tarda serata il Ministro Minniti -". Anche strategie investigative e il meglio delle nuove tecnologie. Dal 16 agosto in provincia di Foggia arriveranno 192 unità aggiuntive, oltre all'uso delle migliori tecnologie, comprese quelle satellitari. Si tratta di "uomini - ha detto - dei reparti prevenzione e anticrimine della polizia di stato, delle compagnie di intervento dei carabinieri, dei baschi verdi della Gdf. In particolare, ci saranno investigatori dello Sco, del Ros e dello Scico che rafforzeranno, rispettivamente, i reparti della Polizia, dei carabinieri e della Guardia di Finanza". E ogni due mesi, ha assicurato il ministro, verrà fatto un monitoraggio.