Roma, scritte omofobe su scuola danza: "Minacce continue"

Roma, scritte omofobe su scuola danza:

"Chiediamo che si riapra urgentemente il tavolo delle associazioni per studiare un piano di intervento nella città e nelle scuole contro il pregiudizio, l'omofobia e ogni forma di discriminazione. e chiediamo immediatamente un incontro affinché venga restituito un luogo simbolico e importante a questo gruppo di giovani danzatori vittime dell'odio, perché possano perseguire la propria arte, e che soprattutto dimostrino che la città non rimane in silenzio di fronte ad attacchi discriminatori e violenti".

"Siamo chiusi in questo dolore e ci fa paura anche spiegare come ci sentiamo". "Minacce, discussioni, inseguimenti, atti intimidatori, allagamenti, tutto documentabile - si legge nel post -". Scritte ed epiteti offensive sui muri della scuola hanno costretto alla chiusura della scuola.

Atletici, unici, noti anche all'estero per le loro performance - spesso supportate dal Gay Village - che sono una via di mezzo tra la danza più sperimentale e l'hip hop più spinto, la Vanity Crew aveva tantissimi sostenitori.

Dal Gay Center arriva la "solidarietà è totale verso la scuola".

Conosciamo bene episodi simili che periodicamente si ripercuotono in maniera simile anche presso la nostra sede a Testaccio. Non abbiamo ancora avuto il coraggio di denunciare l'accaduto, oggi troviamo il coraggio di parlare.

"Queste sono le immagini di quello che abbiamo trovato nella nostra scuola giorni fa - scrivono -". E' quanto dichiara Marrazzo che invita a "continuare a lottare e non fermarsi, come abbiamo sempre fatto". L'episodio probabilmente intimidatorio ha scosso i proprietari della scuola di danza che hanno deciso di chiuderla, ignoti infatti hanno imbrattato i muri esterni della scuola con scritte volgari e omofobe. Noi saremo presto a Centocelle per poter sostenere la riapertura della scuola di danza, sostenendosi a vicenda nei momenti di difficoltà. Chiediamo alle istituzioni di vigilare.

Il presidente del Gay Center, Angela Infante ricorda che "abbiamo istituito un premio speciale per chi combatte l'omofobia nel mondo della danza con una borsa di studio a chi trasmette un messaggio contro le discriminazioni danzando".

Non hanno tardato ad arrivare le parole del vicesindaco Luca Bergamo: "Sono solidale e vicino a chi lavora e frequenta la scuola di danza Vanity Dance Studio". Ci sono mura da ripulire e una scuola che ha bisogno di essere sostenuta, non solo attraverso la pulizia della scritte omofobe. "È necessario un chiaro segnale di solidarietà da parte delle istituzioni in una città che conosce ripetutamente azioni contro le persone gay, lesbiche, bisex e trans".